Il mio primo viaggio in India era avvolto dall’aura di aspettative di immergermi in una vera favola — un mondo tessuto di colori accecanti, profumi speziati e tradizioni secolari. Mi aspettavo che sarebbe stato un viaggio pieno di esotismo e profonde illuminazioni spirituali. Tuttavia, la realtà mi ha rivelato un lato diverso, molto più concreto della vita, soprattutto quando misi piede nelle terre dei villaggi e nelle baraccopoli cittadine, luoghi raramente visitati dagli stranieri.
Tra le molte dure realtà, ce n’era una di cui solitamente non si parla ad alta voce: la sfera delle condizioni igieniche, o, detto in modo diretto, il problema dell’accesso ai bagni. Per me è stata una rivelazione scoprire che l’accesso a questo elemento di base rappresenta un vero problema per un numero enorme di persone. Per molte donne indiane, andare in bagno non è un semplice rito quotidiano, ma un dilemma complesso e stratificato, connesso a numerosi disagi e talvolta a minacce reali.

Cosa significano “i servizi igienici” nel contesto indiano: un quadro reale
Immaginate: anche nell’era della tecnologia avanzata, in molte abitazioni indiane, soprattutto nelle zone rurali, non esiste un bagno privato. E se per un osservatore esterno questo può sembrare un dettaglio insignificante della vita quotidiana, per le donne locali questa “piccola cosa” diventa una prova quotidiana. Giorno dopo giorno si preparano e intraprendono il cammino verso i bagni pubblici. Per molte, questo percorso inizia alle quattro del mattino. Perché a quell’ora così presto? È una questione di sicurezza elementare.
Questa visita mattutina permette loro di evitare attenzioni indesiderate e di compiere la necessaria operazione nella relativa frescura del mattino. Un mio conoscente indiano spiegava che andare di sera ai bagni pubblici può diventare una prova dura, specialmente per le donne: il rischio di furti, aggressioni e l’attenzione maschile indesiderata le costringe a raggrupparsi in gruppi di dieci persone.
Lo stato di queste strutture pubbliche meriterebbe un racconto a parte, triste e inquietante. La maggior parte di esse è talmente insalubre che è difficile anche solo immaginarlo: pavimenti marci, pareti sporche, sporcizia e rifiuti ovunque, e un odore nell’aria semplicemente insopportabile. Non sorprende che le donne preferiscano recarvisi il meno possibile, solo per evitare quell’“esperienza” in più.
Caldo, sari e disidratazione volontaria
Per noi, una giornata calda è solo un motivo per bere un bicchiere d’acqua in più e cercare l’ombra. Tuttavia, le donne nelle baraccopoli indiane limitano volontariamente il consumo di liquidi per ridurre le visite al bagno. Basta dire che, in un paese dove la temperatura può spesso raggiungere i 40-50 gradi, questa pratica porta inevitabilmente alla disidratazione cronica. Ho visto donne che rinunciavano deliberatamente all’acqua fino al tramonto.
Provate a immaginare cosa significhi quasi non bere liquidi in un paese dove il tradizionale sari avvolge il corpo dalla testa ai piedi. Alla fine, si mettono volontariamente a rischio per la propria salute solo per evitare la necessità di recarsi in bagno.
Anche quando il bagno è disponibile, c’è un altro problema: la mancanza d’acqua. Talvolta è insufficiente persino per mantenere l’igiene di base. In queste condizioni, correre lì più volte al giorno diventa un lusso impensabile.
Barriere igieniche e culturali
Per gli abitanti delle baraccopoli e dei villaggi indiani, l’insalubrità è uno sfondo abituale della vita. I bagni pubblici ricevono raramente manutenzione, e queste “stanze igieniche” sono in realtà piccole cabine in mattoni prive d’acqua e detergenti. Alcune donne preferiscono recarsi nei campi pur di evitare code e sguardi valutativi altrui. Tuttavia, anche questo comporta rischi.
In uno dei villaggi ho assistito a una vera e propria “maratona mattutina”: donne in fila, pazientemente in attesa del loro turno davanti a un minuscolo bagno pubblico. Anche quando una cabina era libera, alcune di loro cedevano il posto agli uomini, poiché questi occupano un gradino più alto nella gerarchia sociale e devono essere fatti passare avanti. Le donne non hanno il diritto di protestare o insistere.
La strada verso il cambiamento
Negli ultimi anni il governo indiano ha intrapreso tentativi di cambiare la situazione, avviando programmi su larga scala per la costruzione di servizi igienici. Nelle grandi metropoli si notano già alcuni miglioramenti, ma i villaggi rimangono spesso esclusi da queste tendenze positive.
Se vi apprestate a visitare l’India, preparatevi a vederne la molteplicità. Oltre ai templi scintillanti e ai mercati variopinti, si estende un’India molto diversa — dove la vita quotidiana spesso assomiglia a una lotta per la sopravvivenza.




