— Toglietelo! Tagliatelo! — urlavo io, soffocando tra le lacrime.

— Toglielo! Taglialo! — urlavo io, soffocando tra le lacrime.

Il padre pensò che non avessi retto al dolore e fossi crollato. La matrigna invece sembrava come se tutto stesse andando esattamente secondo il suo piano. Ma quando la bambinaia si decise a tagliare il gesso, al quale le era stato severamente proibito di avvicinarsi, da dentro emerse qualcosa di orribile. Qualcosa di vivo.

Fu allora che capimmo: la vendetta di Marissa non era un’esplosione impulsiva di crudeltà. Si era preparata a lungo e con cura.

— Papà, per favore! Toglilo! — implorò Noah, tremando in tutto il corpo. Il suo tremito faceva tintinnare le sponde metalliche del letto d’ospedale. — Ti prego!

La stanza piombò nel silenzio.

Tutti si immobilizzarono.

Tranne Marissa.

Lei stava accanto alla flebo in un elegante cappotto bianco, fingendo di essere una moglie premurosa. Le sue dita coprivano le labbra, e i suoi occhi sembravano preoccupati. Per medici e infermieri appariva come una donna spaventata.

Ma Noah vedeva altro.

Lui vedeva soddisfazione.

— Noah, calmati — disse piano suo padre, Daniel Vale, sedendosi accanto a lui. — È solo un gesso.

Il ragazzo lo guardò con occhi arrossati dalla mancanza di sonno.

Il braccio sinistro era completamente ingessato, da polso a gomito, in una spessa corazza di gesso.

Tre giorni prima era presumibilmente scivolato sulle scale del seminterrato mentre cercava un giocattolo. Così aveva raccontato Marissa. Aveva pianto chiamando l’ambulanza e recitato la parte della madre premurosa con tale maestria che nessuno aveva dubitato delle sue parole.

Aveva detto ai medici che il bambino era sempre stato goffo, sensibile e che aveva sofferto molto per la morte della madre.

Le avevano creduto.

Perfino Daniel.

Dopo la morte della moglie, sembrava aver perso la capacità di vedere l’evidente. Marissa lo sapeva benissimo. Un anno dopo il funerale era diventata sua moglie. Alle serate di beneficenza sorrideva perfettamente, abbracciava con dolcezza il figliastro in pubblico e a casa si trasformava in un’altra persona.

— Tu sei completamente sano — sussurrava a Noah di notte. — Ma è ora di imparare ad ascoltare gli adulti.

Ora il bambino guardava disperatamente suo padre.

— C’è qualcosa… lì dentro…

— Dove?

— Nel gesso.

Daniel aggrottò la fronte.

— Cosa, esattamente?

— Si muove — la voce di Noah si spezzò. — Lo sento. Striscia e graffia. Lei ci ha nascosto qualcosa dentro.

Marissa esclamò teatralmente.

— Daniel, sono i farmaci. Il bambino è in delirio.

— No! — gridò Noah.

Il padre si alzò di scatto.

Era spaventato, ma la paura si trasformò rapidamente in irritazione.

— Basta.

Una sola parola.

E il volto del ragazzo si spense.

In quel momento fece un passo avanti Evelyn Hart.

Era vicino alla porta con un ombrello ancora bagnato dalla pioggia. Aveva ventotto anni. Calma, attenta, quasi invisibile. Era entrata in casa solo due settimane prima.

Marissa l’aveva odiata fin da subito.

Troppo osservatrice.

Troppo composta.

Troppo intelligente.

— Signor Vale — disse con calma Evelyn — un bambino non implorerebbe di togliere il gesso senza una ragione seria.

Marissa le lanciò uno sguardo glaciale.

— Lei è stata assunta per badare al bambino, non per interferire nelle questioni mediche.

— Ed è proprio per questo che intervengo — rispose Evelyn. — Vedo che sta davvero male.

Daniel si strofinò stancamente la fronte.

— Il medico ha vietato di rimuovere il gesso prima del tempo.

— E lo stesso medico ha confermato l’assenza di ferite aperte — osservò Evelyn. — Un controllo non farebbe male.

Il sorriso di Marissa si fece freddo.

— Se toccherete quel gesso, chiamerò la polizia.

Evelyn non rispose.

Si limitò a guardare Noah.

Il bambino si era morsicato il labbro fino a farlo sanguinare.

Allora la bambinaia aprì la borsa e tirò fuori un piccolo strumento medico.

— Cos’è quello? — chiese Daniel.

— Un tagliagesso.

— Dove l’ha preso?

Evelyn alzò lo sguardo.

— Perché prima lavoravo come infermiera nel reparto di traumatologia pediatrica.

Qualcosa tremò sul volto di Marissa.

Solo per un istante.

Ma Evelyn se ne accorse.

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